Il PL 1.847/2024 consente l'aggiornamento del costo degli immobili e riapre il termine di adesione al RERCT
Aggiornamento: 23 set
Originariamente pubblicato il 4 settembre 2024
Il 20/08/2024 il Senato Federale ha approvato il Progetto di Legge (PL) n. 1.847/2024. Nonostante la rilevanza dei temi trattati dal testo, come l'istituzione di un regime transitorio per il contributo sostitutivo e per l'addizionale sulla Cofins-Importazione (misure che compongono la cosiddetta "decontribuzione del costo del lavoro"), il presente articolo intende soffermarsi specificamente su altri due punti essenziali del Progetto: (i) la possibilità di aggiornare il valore dei beni immobili detenuti da persone fisiche e giuridiche; e (ii) la riapertura del termine per l'adesione al programma di regolarizzazione fiscale dei beni non dichiarati, il RERCT-Geral (Regime Speciale di Regolarizzazione Valutaria e Tributaria).
I contribuenti che opteranno per l'aggiornamento del costo di acquisto dei propri beni immobili potranno assoggettare a tassazione la differenza rispetto al valore di mercato con un'aliquota definitiva del 4%.
Il meccanismo è simile all'"Abex", istituita con la pubblicazione della Legge n. 14.754/2023, che ha introdotto una nuova disciplina per la tassazione dei beni e dei diritti detenuti all'estero. L'adozione di questo strumento mira a offrire alle persone fisiche e giuridiche l'opportunità di mitigare il carico fiscale che graverà in futuro sul trasferimento dei loro immobili, riducendo la plusvalenza imponibile al momento della cessione.
Inoltre, il PL riapre anche un nuovo termine per l'adesione al RERCT, programma di regolarizzazione di beni e diritti non dichiarati mediante il pagamento delle imposte dovute e di una sanzione prestabilita.
Il termine per l'adesione al nuovo RERCT-Geral sarà di 90 giorni a decorrere dalla pubblicazione della legge. Per beneficiare del programma, il contribuente dovrà dichiarare la propria situazione patrimoniale al 31/12/2023 e versare le imposte dovute e la sanzione applicabile.
Il RERCT-Geral si applica a tutte le risorse, i beni o i diritti di origine lecita, detenuti in Brasile o all'estero, che non siano stati dichiarati o che siano stati dichiarati in modo incompleto o errato. Possono essere regolarizzati, ad esempio: (i) depositi bancari, quote di fondi di investimento e strumenti finanziari; (ii) operazioni di finanziamento con persone fisiche o giuridiche; (iii) beni immateriali di qualsiasi natura disponibili in Brasile o all'estero; (iv) beni immobili in generale o attività che rappresentino diritti su beni immobili; e (v) veicoli, aeromobili, imbarcazioni e altri beni mobili soggetti a registrazione in generale.
L'ammontare dei beni oggetto di regolarizzazione sarà considerato incremento patrimoniale acquisito al 31/12/2023, e la persona fisica o giuridica dovrà versare su di esso l'imposta sul reddito, a titolo di plusvalenza, con un'aliquota del 15%.
Infine, il contribuente che sceglie di aderire al RERCT-Geral dovrà indicare l'origine dei beni e dichiararne la provenienza lecita, senza l'obbligo di fornirne la prova. Qualora l'autodichiarazione venga contestata, spetterà alla RFB (Amministrazione finanziaria brasiliana) l'onere di provare la falsità della dichiarazione resa dal contribuente.
Il progetto è attualmente all'esame della Camera dei Deputati e, se approvato, dovrà successivamente essere trasmesso per la sanzione presidenziale. In virtù dell'iter legislativo, il testo potrebbe ancora subire modifiche significative.
Lorusso & Partners continua a seguire da vicino tutti gli sviluppi in materia e rimane a disposizione per chiarire qualsiasi dubbio.




